> Moda Uomo – ROCK IT starring Jeyjon @ Dead or Alive

IT Magazine ha come ospite d’eccezione Jeyjon Alburey, tastierista per 10 anni del celebre gruppo inglese Dead or Alive, compare nel video girato per la ristampa del 2003 della hit storica della band, “You Spin Me Round (Like a Record)http://www.dailymotion.com/video/x2xhng_dead-or-alive-you-spin-me-round-200_music, che di nuovo entra nella Top 40 delle classifiche britanniche. La band interrompe nel 2006 la sua attività e ciascuno prende percorsi differenti, pur rimanendo amici. Il cantante leader del gruppo Pete Burns, prosegue la sua carriera come solista. Jeyjon inizia a lavorare al suo primo album come solista.

Jeyjon con la sua esperienza di cantante, autore di canzoni e performer, lavora al suo primo album da solista “Augmented Disco“, un EP di 8 tracce che esce nel 2011. Un album di matrice disco, che esplora le sonorità contemporanee e underground londinesi. Segnato dalla prematura scomparsa del suo amico Pete Burns nel 2016, Jeyjon non rilascia più alcuna intervista e non pubblica più nuova musica, fino ad oggi. Si affida alle mani di Alessandro Massarini – fondatore, direttore creativo e fotografo di IT Magazine, suo amico dal 2007, per raccontarsi e prendere lo slancio per ricominciare la sua attività creativa.

Nasce quindi l’editoriale Rock IT, seguito da una intervista esclusiva, la prima dalla morte di Pete Burns. Un editoriale in cui Jeyjon esce allo scoperto con una nuova immagine, creata per lui da Alessandro Massarini, che racchiude tutto la sua anima, il suo know-how e la sua essenza. Un editoriale moda uomo, incentrato sul mondo degli occhiali da collezione, pezzi unici o introvabili, che hanno segnato il passato e gettano le basi sulle future tendenze.

Questa è la prima intervista che rilasci dopo la scomparsa di Pete Burns, leader del gruppo Dead or Alive, scegliendo anche di vestire nuovi panni come modello. Come ti senti ad essere tornato in pista dopo tanto tempo e posare di fronte ad una macchina fotografica?

J.A. – Ci sono voluti diversi mesi prima che maturassi persino l’idea di tornare a lavorare di nuovo! I Dead or Alive ePete Burns, non erano soltanto un gruppo, erano una famiglia. La sua scomparsa è stato un colpo durissimo per tutti noi. Conosco Alessandro Massarini dal 2007, ci siamo incontrati per la prima volta allo Shadow Lounge, un club nel cuore di Londra dove quella sera mi esibivo. Lì è iniziata la nostra amicizia. Sono passati diversi anni e mai prima abbiamo collaborato. Mi ha approcciato in modo professionale con in mente un progetto concreto ed ho pensato che da qualche parte, prima o poi, dovevo ricominciare! Ci siamo parlati a lungo mettendo, iniziando una vera e propria collaborazione creativa, finché non ho preso un aereo per Milano per dare un seguito e quindi vita a quanto avevamo già fatto. Fare musica da fare foto, vanno “mano nella mano”. Non nascondo di aver sempre avuto una certa difficoltà nello stare davanti ad una macchina fotografica o una cinepresa, ah!

Come è stata questa tua prima esperienza, dopo il “periodo di isolamento”, come uomo e come artista. L’hai vissuta come una nuova sfida? Un nuovo modo di esprimere te stesso? Una sorta di esorcismo emozionale per contrastare il dolore della perdita, iniettandolo di nuova e fresca creatività e stile?

J.A. – Non è stata una sorta di esorcismo, direi di no. Ho semplicemente cercato di approcciarmi ad una nuova avventura con una prospettiva fresca…non sarei onesto se non dicessi però che l’esperienza che ho maturato, durante gli anni di lavoro con Pete Burns, si sono instillati in me in una sorte di eco che caratterizzano ogni cosa ho fatto, faccio e farò.

Nello specifico, come è stato il tornare sulle scene oggi, dopo una pausa così lunga?

J.A. – E’ stato faticoso! Insieme con Alessandro Massarini abbiamo messo sul tavolo diverse idee e ci siamo confrontati molto. Le idee erano brillanti e i progetti che ne derivavano lo erano altrettanto. Eravamo insieme un fiume in piena. La parte più difficile del lavorare insieme è stat quella di selezionare il meglio e puntare su quello. E’ stato più difficile delle altre volte il lavorare in solo, ogni momento mi veniva in mente Pete Burns che non c’era più. Sarebbe stato bello fare tutto questo con lui. La cosa eccezionale è che sentivo la sua presenza tra noi, cosi come mi pareva di sentire la sua voce! E’ stata un’esperienza molto intima ed intensa.

L’editoriale moda uomo Rock IT, potrebbe essere visto come una sorta di metafora: raffigura te che rompi una scatola gigantesca per uscire fuori. E’ strettamente connesso a qualcosa che sta per accadere?

J.A. – Ho avuto abbastanza tempo per riflettere e non buttarmi nella prima occasione mi si presentasse. Ho un certo intuito e credo che alcune cose accadano naturalmente, come in questo caso. Ad un certo punto devi immergerti nel fiume e seguire la corrente. Sì sta per accadere qualcosa, non soltanto come modello ma anche musicalmente parlando. Nuova musica!

Come mai hai scelto l’Italia per il tuo ritorno sulle scene, invece che l’Inghilterra?

J.A. – Sia Pete che me, siamo sempre stati molto affezionati all’Italia, chiamateci “romantici”, se volete! I Dead or Alive hanno avuto sempre un rapporto speciale con i fans italiani. Questo è il motivo principale per cui ho scelto l’Italia.

Come la vicinanza a Pete Burns ti ha influenzato in questi anni, sia come uomo che come artista?

J.A. – Pete Burns, mi ha davvero insegnato tanto, durante i nostri dieci anni di collaborazione. Mi manca da morire lui e la sua voce. Che voce! Personalmente credo sia tutta una questione molto intima, quella splendida amicizia di una vita che non potrà mai essere sostituita da nessuno e che oggi non c’è più. Consideravo Pete mia “sorella” e Dio come ridevamo! Steve Coy mi ha preso sotto la sua ala, dandomi quando ero giovane, una fantastica opportunità, permettendomi di entrare a far parte dei Dead or Alive. Ora è tempo di usare tutto quanto mi hanno insegnato per iniziare un nuovo capitolo della mia vita artistica.

Cosa bolle nella tua pentola al momento. Che progetti hai in cantiere?

J.A. – Non vorrei svelare troppo e subito. Mettiamola così, ho scritto e inciso nuove canzoni. Progetti diversi, molto focalizzati con diverse sonorità. Mi sento di essere tornato nel pieno delle mie capacità. E’ una sensazione meravigliosa per un artista, dopo quanto recentemente vissuto, di sentire di essere in quel momento speciale per costruire e creare di nuovo. Attenzione…sto per tornare!

 

Crediti editoriale moda uomo “ROCK IT”.

photo & styling: ALESSANDRO MASSARINI

make up: FATJON KACORRI

hair: DAMIANO RENGUCCI

location: LOFT 4 – Milano

© 2017 IT Magazine, riproduzione intervista e tutti i diritti riservati.

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