> SECRET PROJECT | ALBERGO DIURNO (directed by Alessandro Massarini)

E’ necessario tracciare prima coordinate precise, per raccontarvi il perchè abbiamo deciso di scegliere un luogo sotterraneo di questo tipo, per raccontare il “Progetto Segreto” di IT Productions per IT Magazine. Abbiamo impiegato circa otto mesi di ricerche, prima di calarci nelle viscere della città di Milano e realizzare questo videoclip e tre servizi editoriali extra ordinari, sia per il rischio che abbiamo corso, che per la location d’eccezione.

Molti presentano Milano, come una città da scoprire. Fatta di bellezze non alla portata. Un modo del tutto personale, per raccontare una città con poca storia rimasta, oppure una verità occulta? Città leader mondiale per moda e design da un lato, città sporca e trascurata dall’altro. Esattamente nella metà di queste due affermazione, abbiamo iniziato le nostre ricerche, per scovare la Milano da scoprire.

Abbiamo trovato poco, molto poco. Quel poco era ai miei occhi sensazionale. Ho deciso quindi, con l’aiuto di una squadra di appassionati, di “prendere in prestito” un luogo che ormai è sepolto da decenni. Nulla appare ai nostri occhi dalla superficie. La totalità di questo posto è sotterranea.

Piazza Oberdan è collegata a Piazza Santa Francesca Roma da via Spallanzani, che segue il tracciato dell’antica via maestra per Venezia. Era percorsa dalla Roggia Gerenzana, che porta l’acqua della Martesana ai campi vicino a san Giuliano, e dalla Roggia Acqualunga, che da Piazzale Loreto andava fino alla Cerchia dei Navigli lungo corso di Porta Venezia. La Roggia Gerenzana scorre ancora sotto la via e passa poi tra i palazzi di via Spallanzani 6 e 10, dove per un tratto è ancora scoperta. Alimentava poi i Bagni di Diana. Nella pianta comunale di Milano del 1884 si può vedere il percorso della Roggia Gerenzana e le case allora costruite nella zona 3.

La prima casa lungo via Spallanzani è quella di Corso Buenos Aires 2, costruita per la parte dell’Hotel Fenice all’inizio del 1700 come documentato dalla carta di Milano di Marcantonio Dal Re del 1734 e riportata in un dipinto del 1830 di Mario Gozzi (Il Lazzaretto e Santa Francesca Romana all’imbocco dello stradone per Monza), completata poi verso Piazza Oberdan come si può vedere in un dipinto del 1835 di Giuseppe Canella (Veduta dello stradone di Loreto). Tra il 1825 e il 1830 fu costruita la casa di via Spallanzani 6, probabilmente una caserma del generale Radetsky. Nel 1846 si incendiava un grande magazzino di foraggi accanto a questa casa. Qui di seguito, una stampa dell’epoca che ritrae l’incendio.

Nel 1859 fu costruito il viadotto ferroviario lungo viale Regina Giovanna e viale Tunisia, fu demolito negli anni trenta con la costruzione della Stazione Centrale e della massicciata dei treni intorno a Milano.

Nel 1884 fu demolito il Lazzaretto, la piazza aveva due gruppi di aiuole simmetriche verso viale Piave e viale Vittorio Veneto (una aiuola circolare centrale e due rettangolari ai lati). I tram passavano al centro di Corso Buenos Aires e corso di Porta Venezia (vedi foto sotto del 1930).

Sotto Piazza Oberdan è collocato un posto magico. Pochissimi ne sanno l’esistenza. In quel posto sotterraneo, una volta si creava la bellezza. La gente s’incontrava, si conosceva, s’intratteneva, si lavava, si pettinava, si preparava, faceva un biglietto del treno e poi andava. Sto parlando di quello che un tempo si chiamava l’Albergo Diurno Venezia. In origine vi erano due accessi con pensiline, una esistente verso via Tadino ed una, asportata durante i lavori del metro, dove vi è ora l’entrata, e mai ritrovata.

Il Diurno fu costruito nel 1925 sulla base di un progetto presentato dall’ing. Marcello Troiani nel 1923. La concessione iniziale aveva la durata di 30 anni. Alla fine dei 30 anni l’Albergo è rimasto in proprietà del Comune di Milano, con tutti gli accessori e pertinenze.

Nel progetto erano previste 30 cabine da bagno tra comuni e di lusso, 6 cabine per doccia con spogliatoio, dieci gabinetti da toilette, 2 Wc, un locale per guardaroba e stireria, una buvette, un’agenzia postale, salette per trattative di affari, vendite di fiori freschi, oggetti di cancelleria, riviste e giornali, un ufficio bancario, un’agenzia commerciale, un parrucchiere per uomo e donna, un manicure, un casellario postale, due cabine telefoniche, scrittoi al centro della sala, un ufficio copisteria a macchina, un deposito piccolo bagaglio, un’agenzia turistica, un deposito di biciclette con custode, gabinetti di decenza, posti per lustrascarpe.

La caldaia per il riscaldamento dell’aria era munito di un camino nascosto in una colonna sulla piazza, affiancata da un’altra colonna decorativa. Sulla piazza era previsto un monumento che non fu mai realizzato. L’umidità provocata dalla pioggia che s’infiltra dalla strada sta progressivamente rovinando le pareti, le piastrelle e gli arredi.

Il Comune non ha ancora deciso cosa fare dei locali e non ha i fondi per restaurarli; la Provincia voleva collegarli allo Spazio Oberdan ed utilizzare il salone come spazio espositivo e i bagni come archivio del Museo del Cinema della Cineteca Italiana. I fondi della Provincia sono stati poi dirottati sul restauro delle guglie del Duomo. Un’altra ipotesi del Consiglio di Zona 3 era di riutilizzare i bagni come terme, utilizzando l’acqua di una stazione termale della Lombardia.

Il Diurno Venezia rimane l’unica testimonianza a Milano di questo tipo di struttura. Nel più totale stato di abbandono e non curanza, ho pensato di utilizzarla. Dare nuova vita ad un posto di cui si sono perse le tracce. Una di quelle misteriose realtà di quella Milano da scoprire, che tanto sta a cuore ai milanesi, appendice di un’Italia che ancor meno sta a cuore a certe istituzioni. Abbiamo calato in quel posto spettarle e affascinante, le ultime collezioni degli stilisti italiani. Ed abbiamo iniziato a scattare la moda che verrà. Le musiche per il video sono state costruite geometricamente sul tessuto dell’idea da Paolo F. Bragaglia.

Un grazie davvaro speciale a tutti coloro hanno reso questa impresa impossibile, un progetto che da segreto custodito, è diventato forma e a suo modo, una forma d’arte.

Oggi l’albergo diurno è stato in parte ristrutturato ed è visibile al pubblico. Ci piace pensare che un pò del merito, sia anche nostro.

 

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By | 2017-07-13T19:39:25+00:00 July 12th, 2017|Categories: VIDEO PRODUCTIONS, VIDEOARTE|0 Comments

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